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Il presidente Caiumi: La forza del "modello Emilia"

04/09/2019

Come avviene ormai da otto anni, è l’Assemblea pubblica di Confindustria Emilia a dare il via alla due giorni di FARETE, che anche nell'edizione 2019 si tiene nei padiglioni 15, 16 e 18 di BolognaFiere. Al centro dell’attenzione l’intreccio necessario tra impresa e tecnologia: l’internet delle cose costringe anche il mondo dell’industria a ripensarsi. Ed è a partire da queste considerazioni che, alla presenza degli imprenditori e delle autorità e istituzioni di Bologna, Ferrara e Modena, Valter Caiumi ha tenuto la sua prima relazione da presidente di Confindustria Emilia. Vi segnaliamo in questo estratto i punti salienti dell'intervento.

VISIONI, AZIONI, IMPEGNO
12 progetti su più piani: dalla scuola alla riqualificazione dei lavoratori, dagli indicatori di perfomance della comunità alla cabina di regia per anticipare crescita e naturale evoluzione industriale, dalla spinta all’export alla politica di attrattività territoriale che passa dai nostri brand leaders a favore di tutto il nostro tessuto economico.

UN'UNICA SMART CITY: EMILIA CENTRO
Le grandi città del mondo concentreranno nel 2025 il 60% della popolazione globale e vanno ormai considerate come fulcro di un sistema che va oltre i confini amministrativi. 
Nel raggio di quasi 60 km dal capoluogo si arriva ad ogni confine, da est a ovest, della nostra Emilia Centro, in un’area popolata da 2,1 milioni di abitanti, con più di cento comuni che ospitano le nostre 3.268 imprese.
Un’area con tre poli universitari, 126mila studenti e un primato mondiale dell’Alma Mater; uno scalo aeroportuale con 8,5 milioni di viaggiatori per il 76% provenienti dall’estero; un polo fieristico, secondo a livello nazionale; uno snodo ferroviario che conta più di 58 milioni di passeggeri in transito ogni anno.

INDICATORI PER LA NOSTRA AREA
Il Pil misura qualsiasi cosa prodotta, non importa se inutile o nociva.
Non misura “la salute o la qualità dell’istruzione per i nostri figli, l’intelligenza del dibattito pubblico o l’integrità”; non misura “coraggio, saggezza, cultura”. Non misura quello che chiamiamo valori e qualità della vita.  Tutti parametri che potrebbero, per la nostra area, avere una distintività.
Da qui, tra i dodici progetti, il lancio di una cabina di monitoraggio su parametri che andremo a definire in accordo con enti e istituzioni territoriali, non per essere ispettori ma per stimolare la corretta misurazione e rappresentazione di ciò che siamo e delle nostre qualità.

TEMI DELL’AREA UNICA
La prima:Mobilità.
Una rete connessa di metropolitana di superficie, treni diretti non stop tra i nostri poli, come prima fase, ma pensiamo anche alle connessioni con le zone industriali dell’Appennino. 
Se guardiamo fuori da casa nostra, vediamo che altri stanno avanzando, già da anni, piani di sviluppo a medio lungo termine molto sfidanti, che almeno triplicano i nostri obiettivi, per ridefinire le loro leadership e anticipare chi correrà più piano.
I dati dicono che dal 2017 al 2025 l’aeroporto di Venezia investirà circa un miliardo, tre volte i nostri investimenti. Con i nostri 8,5 milioni di passeggeri attuali, se vogliamo dire la nostra tra 10 anni, dobbiamo immaginare un’infrastruttura in grado di gestire più del doppio dei passeggeri attuali, avvicinandoci a 20 milioni di utenti per anno.  
Se non cambiamo passo rischiamo la retrocessione, anche come modello economico.

La seconda: Education
Le scuole dovrebbero sempre più essere laboratori in cui gli allievi possono testare i loro pensieri creativi e dare motivazioni alle loro passioni, per tradurre la creatività in imprenditorialità innovativa. Tra gli studenti va promosso il pensiero che diventare imprenditore vuol dire diventare anche manager, e non ci sono migliori modi che unire creatività e tecnica. 
Nel rispetto dei percorsi di studio, vanno individuate delle passerelle che possano dare l’opportunità ai super periti degli Its di scegliere se potenziare il loro percorso attraverso le lauree professionalizzanti, e a chi ha cambiato idea di poter riguadagnare crediti anche sugli Its, con percorsi abbreviati.

La terza: Infrastrutture digitali
Un territorio come il nostro deve garantire una copertura del 5G la più ampia possibile, per supportare servizi fondamentali in un territorio così esteso.

LA FORZA DEL MODELLO EMILIA 
La fotografia sulla forza industriale di Emilia Centro, quando si va ad analizzare le nostre specializzazioni a livello nazionale: qui si produce il 96% del valore aggiunto del settore ceramico, il 37% nei prodotti a base di carne, il 35% nelle macchine per agricoltura, il 34% nel segmento automotive - nelle due ruote, Bologna da sola produce il 30% del valore aggiunto del Paese -, per citare infine la packaging valley, che concentra sul nostro territorio più del 70% del fatturato nazionale. 
Chi vuole scalare le economie moderne deve approcciarsi a un nuovo mondo dove le relazioni, le competenze sono diverse.

L’internet of Things è parte della nostra vita di cittadini, ma non ancora allineata al mondo delle imprese, o quanto meno alla stragrande maggioranza di esse.
Vince chi meglio saprà organizzare una community di ricerca, educazione e produzione, avente carattere di continuità e contiguità, tale da far confluire conoscenze e competenze diverse rese fra loro complementari, nella comune capacità di risoluzione di problemi non precedentemente affrontabili.

PARTIAMO IN VANTAGGIO GRAZIE A
Sicuramente grazie al nostro DNA, il nostro posizionamento, le nostre Filiere, la nostra unione, l’essere motore di relazioni. In continua competizione con noi stessi, oggi vogliamo dire alla nostra comunità che non arretriamo e non molliamo il nostro posizionamento, perché abbiamo ancora fame di crescita e siamo orgogliosi di essere quello che siamo.

Guarda il video proiettato a conclusione dell'intervento del presidente Caiumi: https://www.youtube.com/watch?v=sCOg8mVopXM