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Azimut: “Imprese che investono in imprese”

09/06/2020

Continua la serie di incontri web, messi a punto da Confindustria Emilia in partnership con Azimut Capital Management, che sarà sponsor principale di Farete 2021 e 2022. L’obiettivo, visto lo stop che quest’anno avrà la kermesse tradizionalmente vetrina delle aziende di Bologna, Ferrara e Modena, è di offrire occasioni di lettura della realtà e di riflessione economica. 

“La partnership con Azimut è nata per la nostra esigenza di costruire una serie di eventi e di momenti di riflessione su delle opportunità concrete da dare alle aziende associate. Il tema di questa sera è quello di come investire nelle aziende, riuscendo a trovare non solo esperienze consolidate ma anche occasioni importante date dal potenziale delle idee che l’impresa porta. In questo momento, più che in altri, penso che questo sia un richiamo doveroso per gli imprenditori”, ha commentato Tiziana Ferrari, direttore generale di Confindustria Emilia Area Centro.

Ha introdotto l’incontro Monica Liverani, amministratore delegato di Azimut Capital Management SGR Spa: “L’obiettivo che sta dietro al nostro lavorare insieme è creare un ecosistema virtuoso, inclusivo, a supporto delle imprese migliori del nostro sistema Paese. Oggi parliamo di un tema che interesserà sicuramente gli imprenditori: l’economia reale e di come il nostro gruppo, il gruppo Azimut, supporta l’ingresso di risparmio direttamente nelle aziende. Questo lo possiamo fare grazie alla forza della nostra esperienza e della nostra indipendenza: tutti noi, consulenti, manager, gestori dal 2002 siamo azionisti del gruppo, deteniamo oltre il 20% delle quote, rappresentiamo il primo gruppo italiano indipendente nel settore dell’asset management”. 

“Abbiamo sempre lavorato per proteggere i capitali dei nostri clienti ma dal 2014 abbiamo deciso di fare la nostra parte a fianco delle imprese e degli imprenditori, dando vita ad Azimut Libera Impresa, che nel 2019 ha creato anche la seconda sgr nel mondo degli alternativi. Due motivi ci hanno spinto in questa direzione: il primo è offrire ai nostri clienti anche nuove occasioni interessanti che esprimessero un valore adeguato, e il secondo è inserire nel tessuto delle Pmi, un tessuto fondamentale per la nostra economia, capitali per aiutarle nella crescita. Siamo gli unici a creare opera di democratizzazione di questi investimenti: gli investimenti alternativi, verso l’economia reale, il mondo del non quotato, sono di solito un patrimonio dedicato solo agli investitori istituzionali; noi siamo riusciti ad aprire questa possibilità a tutta la nostra clientela”. 

“Economia reale e sostenibilità sono i pilastri del piano strategico quinquennale al 2024”, ha concluso Liverani. “Attraverso Azimut Libera Impresa, la Sgr del gruppo che crea e gestisce fondi di investimento alternativi ad elevato impatto su ambiente ed economia reale, investiremo, nei prossimi 5 anni, oltre 15 miliardi di masse in piccole e medie aziende italiane”.

Massimo Bruni, partner di Azimut Libera Impresa, ha illustrato il private equity, e in particolare il Fondo Demos. “Azimut Libera Impresa Sgr è una piattaforma integrata di prodotti e servizi dedicata a imprenditori e Pmi, da un lato, e investitori e risparmiatori, dall'altro, con l'obiettivo di favorire l'immissione di liquidità nell'economia reale al fine di stimolare la crescita e renderla sostenibile nel tempo, offrendo al contempo opportunità di rendimento maggiori a risparmiatori e investitori”.
Perché investire in private equity? A livello macro, sono i dati italiani a dare una risposta: l'Italia è la seconda economia manifatturiera europea, dopo la Germania, con un elevato numero di Pmi di proprietà familiare, e si conta che un terzo delle circa 3.000 Pmi a conduzione familiare italiane dovrà affrontare una successione nei prossimi 3-5 anni. 

Entrando più nel dettaglio, l’investimento nel private equity è vantaggioso per diversi motivi. “Ha una maggiore resilienza nei periodi di crisi: il private equity è decorrelato dalle dinamiche tipiche dei mercati quotati; inoltre, nella stragrande maggioranza si tratta di asset ‘pazienti’, investimenti a medio-lungo termine, quindi sono un'ottima opportunità di investimento in un contesto di mercato caratterizzato da elevata volatilità ed incertezza. Infine, il contesto di mercato è positivo: i prezzi di acquisto nei periodi di crisi si riducono (la situazione pre COVID-19 era sostanzialmente ai massimi storici) e le società ‘sane’ e ben gestite saranno meno impattate dalla crisi”.

Il Fondo Demos ha iniziato ad operare a gennaio 2020, la durata del fondo è di circa 8 anni (ma estendibile), la sua area prevalente è l’Italia, con una tipologia dell'investimento di tipo buyout; 350 milioni di euro la dimensione target, più di 20 milioni di euro il ticket di investimento, attualmente vi sono dieci partecipate nel portafoglio, che hanno tra i 30 ei 250 milioni di fatturato e un target Ebitda superiore a cinque milioni di euro.

A Fabio Nalucci, CEO e founder di Gellify Group, è spettato il compito di raccontare Azimut Digitech Fund, dedicato all’investimento in startup software business-to-business (B2B). Il nuovo prodotto di investimento è realizzato, appunto, in partnership con Gellify Group, piattaforma di innovazione che connette le startup B2B ad alto contenuto tecnologico con le aziende tradizionali per innovare i loro processi, prodotti e modelli di business, e con cui Azimut collabora per approfondire le dinamiche di un settore in forte crescita come quello del venture capital focalizzato sulle soluzioni tecnologiche per le imprese.

“L’investimento nel venture capital B2B è vantaggioso per diversi motivi: innanzitutto perché, nel lungo termine, i rendimenti hanno costantemente sovraperformato la maggior parte dei mercati tradizionali a livello globale, in una situazione che, si stima, vedrà gli asset alternativi raggiungere i 14.000 miliardi di dollari entro il 2023. Inoltre, la valutazione della startup è basata sul reale valore della tecnologia: le startup B2B hanno valutazioni coerenti nel tempo perché si basano sull'effettiva efficacia del prodotto e non sulla viralità dell'idea su alcuni consumatori o sulle tendenze temporanee di moda”.

L'Azimut Digitech Fund investirà in start-up, scale-up e Pmi innovative, principalmente italiane. Con riferimento alla strategia di investimento, il fondo dovrà coinvestire (con un coefficiente di coinvestimento fisso) fino al 55% del proprio impegno, insieme al veicolo di investimento GDI di Gellify Group, in start-up software B2B (SaaS) operanti in quattro diversi verticali tecnologici (Cybersecurity, IoT ed Industria 4.0, Intelligenza Artificiale, Blockchain) e che soddisfano i requisiti di essere uniche e di grande interesse per gli analisti tecnologici, offrendo così interessanti modelli di rendimento degli investimenti; investire, come consigliato dai fondatori di Gellify Group (tramite la società 3x Srl), il restante 45% in scale up con le stesse caratteristiche di cui sopra ma che al momento non rientrano nell'ambito di applicazione di Gellify Group a causa delle dimensioni; investire, marginalmente, in altri fondi internazionali di venture capital con simile strategia.

Il mondo Gellify: Gellify accompagna il processo di crescita delle start-up con una metodologia unica che consente loro di accedere alle giuste competenze in base alla loro fase di crescita, di accedere ai finanziamenti necessari per diventare più grandi, di accedere al mercato supportato da Gellify e dai suoi partner commerciali in modo da aumentare il fatturato. Gellify supporta le aziende, piccole medie e grandi, che desiderano creare innovazioni ripetibili e scalabili attraverso i programmi di open innovation e i servizi e prodotti digitali di ultima generazione, consentendo alle aziende di eseguire i loro progetti sostenendo l'innovazione in ogni area dell'impresa: i processi di produzione, i prodotti e i modelli di business.