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TRAIETTORIA 2030 - Confindustria Emilia-Romagna presenta 25 proposte di policy per la ripartenza dell'economia

03/07/2020

Confindustria Emilia-Romagna lancia 25 proposte per la ripartenza e lo sviluppo della regione collegate al Progetto Traiettoria 2030 avviato ad inizio anno, riprogettate in seguito alla crisi sanitaria ed economica conseguente al Covid-19.

Traiettoria 2030, promosso insieme a tutte le Associazioni Industriali dell’Emilia-Romagna, Ance Emilia-Romagna e Confindustria Ceramica, ha individuato le priorità per rendere l’Emilia-Romagna più competitiva partendo da un’analisi − realizzata con la collaborazione scientifica di Prometeia − in base a quattro pilastri: benessere e qualità della vita, capitale umano, imprese e innovazione, reti internazionali.

La crisi sanitaria ed economica conseguente alla pandemia ha disegnato uno scenario di recessione internazionale senza precedenti su tutti i fronti (PIL mondiale - 3,4%; Italia - 8,5%; Emilia-Romagna - 7,0%).  I tanti interventi per la ripresa di cui si sta discutendo, a partire dal Recovery Fund, presentano incognite importanti in termini di entità economica e realizzabilità concreta.

«Dobbiamo, in questo contesto di forte incertezza − ha dichiarato il Presidente di Confindustria Emilia-Romagna Pietro Ferrari – cercare di cambiare le potenzialità di crescita del nostro Paese.  La gravità della situazione è tale che non abbiamo margine di errore. Dobbiamo pensare ad una strategia di medio e lungo termine e investire nelle aree strategiche capaci non solo di riaccendere il motore della crescita, ma anche costruire uno sviluppo duraturo. Dobbiamo investire in modo intelligente le risorse che, mai come oggi, i vari livelli di governo metteranno a disposizione. Le imprese sono pronte a lavorare con la Regione per aiutare il Governo a costruire la strategia e la progettualità per la futura programmazione europea a partire dal Recovery Fund».

«Una regione come l’Emilia-Romagna, che ha performance migliori del resto del Paese − ha aggiunto il Vice Presidente di Confindustria regionale Alessandro Curtiha un onere doppio: contribuire con un ruolo da traino allo sviluppo del Paese e allo stesso tempo accelerare ulteriormente per non perdere terreno rispetto alle regioni più competitive con cui ci confrontiamo tutti i giorni sui mercati».

Da tutto ciò scaturiscono le 25 proposte di policy degli industriali dell’Emilia-Romagna, con alcuni interventi di effetto immediato da attuare subito e altri di carattere più strutturale che si inseriscono in una visione di medio-lungo periodo.

Le linee strategiche su cui lavorare sono: semplificazione, innovazione e digitalizzazione, e sostenibilità.

Innanzitutto occorre agire complessivamente attuando una vera e propria azione di semplificazione amministrativa per agevolare l’attività delle imprese, rilanciare tutto il potenziale di crescita dell’economia, liberando le energie positive del territorio. Bisogna togliere e non aggiungere, come indicato nel recente documento di proposte di Confindustria e Ance regionali, perché non serve fare una legge di semplificazione per semplificare.

L’innovazione è un forte driver per la crescita: la ripresa delle attività produttive è l’occasione per accelerare il processo di trasformazione digitale del Paese e dei territori. La Regione deve rafforzare l’ecosistema della ricerca e dell’innovazione attraverso una programmazione regionale di medio-lungo termine, chiara e complementare con il livello nazionale ed europeo.

Infine, il tema della sostenibilità, il perno su cui si svilupperanno le policy ai vari livelli di governance: occorre trasformare una visione ideale di sostenibilità in un modello di sviluppo economico in grado di creare benessere e lavoro.   L’Emilia-Romagna deve diventare un punto di riferimento in termini di qualità della vita delle persone e crescita delle imprese.

«L’asset centrale per fare tutto ciò – ha affermato il Vice Presidente Corrado Beldì   – è il capitale umano, le competenze e le capacità delle persone. Per il rilancio della nostra economia dobbiamo superare il mismatch fra l’attuale offerta formativa e la domanda delle imprese, alla ricerca di nuovi equilibri fra competenze tecnologiche, umanistiche e soft skill».

«Per raggiungere questi obiettivi – ha concluso il Presidente Ferrari – è importante far evolvere la capacità di collaborazione tra imprese, Istituzioni e sindacato che da sempre contraddistingue la nostra terra. Non ci interessano le contrapposizioni ideologiche o le strumentalizzazioni politiche. Dobbiamo fare un salto di qualità nella condivisione di strategie e politiche e lavorare con pragmatismo e urgenza alle cose da fare. 
Siamo certi che la Regione condivida gli obiettivi generali, come dimostra il programma di mandato del Presidente Bonaccini, ma ora vogliamo entrare nel merito per concretizzare questi obiettivi in modo rapido ed efficace cogliendo l’opportunità dell’avvio della nuova legislatura, del Patto per il Lavoro e della programmazione dei Fondi strutturali. Quello che conta è dare risposte concrete ed efficaci alle necessità di una società che deve costruire il proprio futuro».

Scarica qui il comunicato stampa completo con le 25 proposte nel dettaglio.