La filiera Energia accende i riflettori sulla formazione

Data pubblicazione: 30/11/2018

Quattromila addetti e una settantina di imprese con un fatturato complessivo che sfiora i 5 miliardi di euro: è questa la fotografia della filiera Energia di Confindustria Emilia che ieri si è riunita a Modena nella sua prima assemblea.

“Energy Job Transition - Nuove professioni per nuove energie”
è stato il tema scelto per l’incontro che ha avuto come focus principale quello della formazione.

In Italia si assiste a un forte divario tra fabbisogno e disponibilità di risorse specializzate: si stima che nel prossimo quinquennio il settore industriale avrà un fabbisogno di circa 2 milioni e mezzo di lavoratori, per il 70% con competenze medio alte e prevalentemente tecniche. Secondo i dati i futuri diplomati e laureati idonei saranno poco più di 1,5 milioni.

Quello dell’energia è un settore in forte espansione che coinvolge tutte le attività cosiddette green, che spaziano dall’efficienza energetica al risk management ambientale, dal programmatore agricolo a filiera corta al meccatronico basato sull’economia circolare. Già oggi, con circa 3 milioni di occupati, i cosiddetti greenjobs rappresentano il 13% del totale della forza lavoro; queste figure professionali sono molto richieste, basti pensare che per la fine del 2018 si stima una crescita di oltre 450mila occupati nel settore, il 10% in Emilia-Romagna, oltre 20mila nelle sole province di Bologna, Ferrara e Modena.

“L’energia è infatti un bene primario, un elemento indispensabile a ogni processo industriale e a ogni attività civile. Il settore è alla vigilia di una importante transizione che inciderà profondamente su ogni fase della filiera, dai metodi di produzione fino agli utilizzi finali del prodotto, e persino sulla vita quotidiana delle persone”, sottolinea Claudio Fiorentini, presidente della filiera Energia di Confindustria Emilia.

Quella della filiera Energia è stata l’ultima, in ordine di tempo, delle venti assemblee di filiera che si sono svolte in questi mesi: era infatti maggio quando la nuova organizzazione di Confindustria Emilia che prevede 20 filiere, di cui 17 manifatturiere, è stata presentata per la prima volta.

Sei mesi di intenso lavoro, testimoniato dall’elevata partecipazione delle aziende, che ha portato a una proficua attività di networking e a momenti di confronto dove non sono mancati input e spunti interessanti per le future attività di filiera per una partecipazione complessiva di oltre 600 aziende.

Due gli importanti progetti che partiranno già all’inizio del 2019 e che vedranno coinvolte le aziende delle filiere: una call mirata di startup sututto il territorio nazionale e un’intensa attività di Open Innovation.