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Marco Mazzoni, amministratore delegato di Pmg Italia
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Pmg Italia ha affiancato la Prefettura di Bologna nell'accompagnamento delle famiglie ucraine arrivate ai centri di accoglienza
Pmg Italia ha affiancato la Prefettura di Bologna nell'accompagnamento delle famiglie ucraine arrivate ai centri di accoglienza

Marco Mazzoni: "Il modo di fare impresa deve cambiare"

01/08/2022

Lo scorso marzo è partita la quotazione simulata di alcune aziende speciali, pronte a misurare il proprio impatto e a sbarcare in futuro sul listino di Borsa italiana. Sarà un listino molto particolare e dovrebbe vedere la luce il prossimo autunno: si chiamerà Borsa dell'Impatto Sociale. Tra le aziende più virtuose che si misureranno con questa sfida c’è anche la bolognese Pmg Italia società Benefit. La nostra intervista all’ad Marco Mazzoni.

Pmg Italia è tra le otto aziende italiane a entrare nel listino della Borsa dell’Impatto Sociale. Di che si tratta?

"Gli eventi degli ultimi anni hanno rafforzato in ognuno di noi l’idea che il benessere di una collettività non può prescindere dai propri valori etici e morali e quindi dall’attenzione che la stessa presta al proprio contesto sociale e ambientale. Borsa Sociale è un progetto promosso da Torino Social Impact il cui obiettivo, ambizioso, è creare un mercato di Borsa regolato, azionario e obbligazionario, rivolto e riservato alle organizzazioni che generano impatto positivo. Attualmente otto organizzazioni italiane - tra cui Pmg Italia Società Benefit che rappresento - stanno realizzando un percorso di quotazione simulata guidato da enti specializzati negli ambiti contabili, legali, finanziari, di comunicazione con un focus particolare sulla misurazione e rendicontazione dell’impatto generato dalle organizzazioni stesse. La finalità è quella di creare un modello di riferimento in funzione del quale le organizzazioni potranno poi quotarsi in maniera reale. Le organizzazioni e soprattutto le persone che investiranno in tale mercato avranno, quindi, per il proprio territorio di interesse, sia obiettivi di profitto che obiettivi etici e morali, e pretenderanno che questi vengano soddisfatti al pari del profitto".

E sul territorio emiliano, più precisamente, in che cosa siete impegnati?
 
"Operiamo da sempre per realizzare progetti aventi obiettivi di equità sociale. Numerosi sono gli enti pubblici e gli enti del Terzo settore che beneficiano gratuitamente dei nostri veicoli appositamente allestiti per l’accompagnamento di persone con disabilità o fragilità in genere. Di conseguenza, e grazie al contributo del meraviglioso e sempre presente mondo del volontariato, moltissime sono le persone che nonostante la condizione di fragilità hanno una opportunità in più di muoversi in libertà e partecipare attivamente alla vita della società. Questo soddisfa il fondamentale bisogno umano di contatti e relazioni, colma il divario tra le persone e sposta l’attenzione verso ciò che le persone possono fare, se poste in condizioni di fare.
A Bologna è da tempo attivo un progetto in collaborazione con il Bologna Fc Spa dal nome Bologna For Community grazie al quale, e grazie ai volontari della “Onlus Io sto con”, agevoliamo la partecipazione delle persone con disabilità alla vita del Bologna Fc. Il progetto garantisce infatti l’accompagnamento gratuito allo stadio Renato Dall’Ara il giorno delle gare casalinghe per persone con disabilità che altrimenti non potrebbero o avrebbero forti limitazioni a raggiungere lo stadio. Bologna For Community ha inoltre garantito all’Ausl di Bologna attività di supporto e accompagnamento delle persone più fragili ai punti di vaccinazione durante la fase pandemica. Ha inoltre affiancato la Prefettura di Bologna accompagnando ai centri di accoglienza le famiglie ucraine arrivate sul nostro territorio. Sempre sul territorio bolognese è attivo un importante servizio in collaborazione con Auser per assistere anche a domicilio le persone più fragili.
A Ferrara abbiamo in programma di realizzare la riqualificazione di un’area urbana attraverso la messa a dimora di alberi e piante.
A Modena abbiamo svolto e svolgeremo alcuni percorsi con studenti degli istituti superiori per sensibilizzare le nuove generazioni ai temi della sostenibilità e coinvolgere i giovani in sessioni di progettazione attiva sui bisogni socio ambientali del territorio di appartenenza".

In primo piano c’è anche il nuovo progetto Città a impatto positivo.
 
"Sì, nasce per supportare la realizzazione e la gestione di progetti e servizi di utilità sociale, ambientale e di diffusione culturale grazie alla costruzione di una solida rete tra società, enti e persone che decidono di collaborare per un unico obiettivo: il miglioramento della qualità della vita di tutti i cittadini ed in particolare di coloro che versano in condizioni di fragilità all’interno della comunità. Attraverso il progetto Città a impatto positivo perseguiamo diversi obiettivi: equità sociale, bene comune e responsabilità".

Un messaggio che vorreste recapitare alle altre aziende del territorio?
"Il nostro territorio è da sempre un’eccellenza dal punto di vista sociale, imprenditoriale, sportivo, culturale e organizzativo. Stiamo attualmente assistendo ad un cambiamento epocale. Cambiamento del nostro modo di rapportarci all’ambiente, al territorio, alla società, alle persone. Cambiamento nel ristabilire un equilibrio tra bisogni e consumi, tra bisogno socio ambientale e sviluppo economico. Questo cambiamento deve riguardare ogni ruolo che ricopriamo nell’arco della giornata, sia esso il ruolo di cittadino privato, di appartenente ad un nucleo di persone - che sia la famiglia o altro - di imprenditore, e così via. In ognuno di questi ruoli ognuno di noi deve porsi un obiettivo di sostenibilità. Il modo di essere cittadino deve evolvere, il modo di fare impresa deve cambiare. Ecco cosa mi auguro: che il nostro territorio, le persone e le imprese che lo hanno reso eccellenza, siano ancora una volta un esempio da imitare".